Strade Magazine

La rivista di STRADE – Sindacato Traduttori Editoriali

Von Kindern, Ratten und Pfannen: Intervista a Bettina Müller Renzoni

(a cura di Chiara Marmugi)

Parla Bettina Müller Renzoni, traduttrice verso il tedesco, tra gli altri dei libri di Geronimo Stilton.

In Italia la letteratura per ragazzi è considerata una letteratura di serie B e chi la traduce è trattato di conseguenza, soprattutto dal punto di vista economico. È così anche nei Paesi di lingua tedesca?

Anche da noi si ha lo stesso tipo di scarto tra le tariffe di chi traduce letteratura per ragazzi e chi traduce altro. Stando alle indagini della più importante associazione di categoria, il VDÜ (Verein deutschsprachiger Übersetzer), la media si aggira attorno ai 17-18 euro per chi traduce narrativa, ai 16-17 euro per la saggistica, e ai 14-15 euro per la letteratura per ragazzi. La differenza fondamentale, però, è data dall’esistenza di altre fonti di sostegno: in Germania, Austria e Svizzera un traduttore con in mano un contratto può candidarsi (spesso in prima persona, senza la mediazione dell’editore) a moltissime borse di studio e lavoro e altrettanti premi, assegnati da istituzioni e fondazioni sia pubbliche che private.

In Svizzera, Austria o Germania esiste una formazione specifica per la traduzione per ragazzi?

Esistono corsi di studio mirati alla traduzione letteraria (ad esempio quello dell’Università di Düsseldorf), ma che io sappia non abbiamo una formazione specifica finalizzata alla traduzione per ragazzi. Non mancano però gli workshop e i gruppi di lavoro, come ad esempio l’Arbeitskreis für Jugendliteratur, tutti assai utili. Credo tuttavia che la maggior parte dei traduttori e delle traduttrici di lingua tedesca abbia ricevuto una formazione tutt’altro che specifica.

Da quanto tempo ti occupi di traduzione per ragazzi? E hai cominciato traducendo altro o hai esordito con questo genere?

Io sono l’esempio più classico di quanto ho appena detto. Mentre ero iscritta all’Università, a Zurigo, ho corretto le bozze per un importante quotidiano. Dopo la laurea in romanistica e letterature comparate e il successivo trasferimento in Italia ho iniziato a lavorare come interprete per un’azienda italiana che costruiva pozzi in Gabon, poi ho organizzato congressi di medicina assicurativa in tutta Europa, realizzato gli atti congressuali e curato la redazione della rivista di settore, ho insegnato tedesco, per una casa editrice che si occupa di testi d’arte ho curato le guide dei musei fiorentini in sette lingue diverse. Le mie prime traduzioni riguardavano la saggistica (arte e storia contemporanea). Poi sono arrivati i libri per ragazzi e tutto il resto.

Traduci più per l’infanzia o per l’adolescenza? E a riguardo, quali sono i meccanismi stilistici con cui ti confronti più spesso?

Al momento traduco principalmente young adult fiction. Quello che più mi colpisce sono le scene iperenfatizzate, le molte, troppe particelle espletive, gli aggettivi e gli avverbi senza senso. Ciò che mi ruba più energia nella traduzione di questo tipo di letteratura è la scarsa attenzione per l’editing nel testo originale. Capita che la protagonista incontri il fidanzato con indosso una maglietta e poi gli sbottoni la camicia, o che due avventori di un ristorante chic ordinino champagne e poco dopo lui le versi del vino, per non parlare della meravigliosa festa organizzata in uno splendido palazzo, che però era stato raso al suolo da un incendio nel primo volume della saga…

A proposito di saghe, hai tradotto in tedesco parte di quella di Geronimo Stilton, e hai già descritto quali sono state le difficoltà principali di questo lavoro. Puoi approfondire per favore la questione del rapporto con il layout e le “gabbie” delle illustrazioni?

Nel caso di Geronimo Stilton la casa editrice tedesca con i diritti ha acquisito il pacchetto completo. Ciò significa che abbiamo dovuto, per forza, riportare il testo tedesco nel layout predisposto. Siccome il testo del celebre topo gioca molto con gli elementi grafici, ho avuto delle serie difficoltà a “piazzare” le parole evidenziate, che nella frase tedesca e in quella italiana non occupano la stessa posizione. Inoltre un layout del genere ha lasciato poco spazio alla mia creatività. In teoria avrei dovuto intervenire spesso e in maniera pesante sul testo, per “spiegare” determinate cose o inserire delle perifrasi, e non mi è stato possibile. Geronimo Stilton è infatti pensato per i bambini italiani delle scuole elementari, che rispetto ai bambini tedeschi della stessa età hanno una cultura generale più ampia, e sotto molti aspetti diversa. Avrei dovuto poter sostituire Garibaldi con una figura storica nota ai bambini tedeschi e non ho potuto farlo. A mio avviso la discrepanza tra le illustrazioni, che ai bambini tedeschi piacciono solo fino ai 7-8 anni, e la cultura generale richiesta dal testo, riferibile a un bambino di almeno 9-10 anni, ha fatto sì che la serie in Germania non avesse molto successo.

Tra tutti i libri per ragazzi cui hai lavorato, qual è stato il più difficile da tradurre e perché?

Il più complesso è stato Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno, ma è stato anche quello che mi ha appassionato di più. Per motivi evidenti ho dovuto riscrivere canzoni, poesie, versi satirici e persino un “sonetto leccapiedi”. Inoltre ho lavorato duro per tradurre determinati nomi propri: l’antagonista (un’insegnante) si chiama Argia Sforza. Nel corso dell’intero romanzo la protagonista riprende il suo nome e lo stravolge, nei suoi temi e racconti, per rielaborare il vissuto e in un certo senso per vendicarsi dell’insegnante, anche se solo nella sua fantasia. È molto importante che gli straniamenti attuati dalla bambina vengano riconosciuti e compresi come tali, un bambino tedesco però non avrebbe colto immediatamente i giochi italiani su Argia Sforza = Arpia Sferza = Arcigna Storta = Agonìa Smorta. E così per poter riprendere lo stesso gioco con il nome dell’insegnante sono stata costretta a ribattezzarla. Il problema era che le mie nuove creazioni dovevano “suonare” come nomi italiani plausibili, è non è stato affatto semplice. Alla fine l’insegnante è diventata Anita Di Monaco = Satanita Demonico = Agonia Di Mortale = Brutalita Draconico.

Hai commesso qualche errore madornale, di quelli che poi si ricordano con il sorriso? E sei riuscita a correggerlo in tempo?

Certo. In un romanzo il protagonista ha “padellato il cinghiale“, e nella mia traduzione il cinghiale veviva “in die Pfanne gehauen“, ovvero “buttato in padella”. Ho scoperto solo più tardi che nel gergo dei cacciatori quel verbo indica che la preda è stata mancata. E no, non sono riuscita a correggerlo in tempo. Ma in realtà, a mia parziale discolpa, non era una scena cruciale…

E adesso a cosa stai lavorando?

A Silver di Asia Greenhorn, il secondo volume di una saga vampiresca per young adult.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 marzo 2013 da in L'intervista, Numero 4, Qualcosa del genere.

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