Strade Magazine

La rivista di STRADE – Sindacato Traduttori Editoriali

Intervista a Loredana Lipperini

(a cura di Federica Aceto)

Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e appassionata lettrice ci dà qualche consiglio su come affrontare i recensori che dimenticano di citare il nome del traduttore.

In Italia la percentuale di libri tradotti è molto elevata. Ciononostante, i traduttori editoriali italiani non sempre godono della considerazione che meritano, sia da parte degli editori sia da parte della stampa. Secondo lei perché?

Perché quello del traduttore viene, ingiustamente e direi vergognosamente, considerato un intervento accessorio, mentre è parte indispensabile dell’opera che si ha fra le mani. Credo che una bella parte di responsabilità stia, comunque, nella sottovalutazione che viene dagli editori, sia per quanto riguarda la retribuzione sia per quanto riguarda la dignità e il rispetto che merita il lavoro di chi traduce. E’ un intero sistema editoriale che vacilla, e che sta rischiando di perdere il proprio passato proprio per questo motivo: rincorsa alla vendita facile a discapito della qualità.

 È senz’altro anche un problema comunicativo. Se ogni volta che facciamo notare a un recensore la mancata citazione del nome del traduttore riceviamo una risposta piccata al posto delle scuse, evidentemente stiamo sbagliando strategia comunicativa. La lagna, insomma, non paga. Come giornalista ed esperta di comunicazione ha qualche consiglio da darci?

Solo quello di insistere. E spiegare che rivendicare la citazione non significa voler “essere presenti”, ma riconoscere una parte fondamentale del testo.

Da lettrice quali sono secondo lei le caratteristiche di un bravo traduttore e quali sono invece le cose che più la infastidiscono?

Per me, il bravo traduttore è anche un bravo scrittore. Ancor più bravo quando restituisce il linguaggio dell’autore senza tradirlo e contemporaneamente senza nascondere il proprio, che sarebbe impresa impossibile.

Da giornalista le capiterà ogni tanto di incontrare o di intervistare dei traduttori. Quali sono le domandi più interessanti da porre a un traduttore, secondo lei?

Proprio quelle sul tradimento. E sull’incontro (non reciproco annullamento, ma incontro) fra due scritture.

Nel suo blog lei parla ovviamente anche di libri stranieri e quindi tradotti. Dai commenti che lasciano, le sembra che i lettori siano sensibili e interessati all’operato del traduttore?

Purtroppo non sempre e non molto. Ma credo che non potrebbe essere diversamente, se i primi a essere poco sensibili sono gli editori.

Un commento su “Intervista a Loredana Lipperini

  1. Giacomo
    24 novembre 2013

    In Iran, dove adesso mi trovo per fare una ricerca sull’editoria, il nome del traduttore e’ citato in copertina e persino sul dorso del libro assieme al nome dell’autore… tanto per dire. In Italia Feltrinelli ha dimenticato di citare il nome di Maria Nadotti sull’ultimo libro di Suad Amiry da lei tradotto.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 novembre 2013 da in L'intervista, Numero 6.

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